TRIBUTO AD AYRTON SENNA
TRIBUTO AD AYRTON SENNA
31 MAGGIO 2026 | Piazza del Popolo - Ascoli Piceno
La storica Mclaren di Ayrton arriva ad Ascoli per il tributo al campionissimo brasiliano
Ascoli Piceno: un viaggio nel cuore di Ayrton
Ci sono viaggi che si misurano in chilometri. E poi ci sono viaggi che si misurano in emozioni.
Quello che ci ha portati ad Ascoli Piceno appartiene alla seconda categoria.
Io, Alessandro Rasponi, insieme alla mia famiglia, Mauro Baldini e alla sua famiglia, siamo partiti ancora una volta con il cuore pieno di passione. Noi, due dei tre Moschettieri della Tifoseria Ayrton Senna Italia, eravamo diretti verso un appuntamento speciale, uno di quelli preparati e sognati per mesi insieme a un amico che ormai consideriamo un fratello: Mauro Cipolla.
La partenza è stata carica di tensione ed emozione. Sapevamo cosa ci aspettava. Sapevamo soprattutto quanto amore Mauro avesse messo in questo evento. Lui che da anni dona a tutti gli appassionati la sua passione, la sua dedizione e soprattutto la sua straordinaria vettura, la McLaren del 1992, riportata in vita e messa in moto esattamente come accadeva quando Ayrton era ancora lì a farla danzare sui circuiti del mondo.
Noi partivamo con la nostra passione e con le auto cariche di materiale raccolto in oltre trent'anni di sacrifici, ricerca e amore. Oggetti che per molti sono semplici ricordi, ma che per noi rappresentano una missione: raccontare Ayrton.
La strada era lunga. I chilometri tantissimi.
Del resto, la sera precedente eravamo ancora a Modena, alla Motor Valley Fest, in compagnia di Franco Nugnes. Perché quando si tratta di parlare di Ayrton non esistono stanchezza o sacrifici. Esiste solo il desiderio di far conoscere il suo messaggio alle nuove generazioni. Franco lo avremmo ritrovato anche il giorno seguente ad Ascoli, e la sua presenza costante è quella di un vero compagno di viaggio in questa straordinaria avventura.
Partiamo pieni di aspettative, sperando di essere all'altezza.
E poi arriviamo.
Ascoli Piceno ci accoglie con la sua storia millenaria. Una città nata prima di Roma, dove ogni pietra racconta secoli di vita. Ma ciò che ci colpisce di più è l'accoglienza. Veniamo ricevuti come amici di vecchia data. Le nostre famiglie si sentono subito a casa. E questo ci riempie il cuore.
Perché senza di loro nulla sarebbe possibile.
Le nostre mogli, Catia e Dayanne, ci accompagnano sempre. Ci sostengono. Condividono questa passione. Vederle parlare di Ayrton con naturalezza e affetto è qualcosa che emoziona profondamente. In quei momenti capisci che questo viaggio appartiene a tutti noi.
La sera del sabato la trascorriamo tra pochi intimi.
Seduti accanto a Mauro Cipolla, ascoltiamo la storia della sua vita, della sua passione, del percorso che lo ha portato fino a qui. Ogni parola lascia un segno. Ogni racconto aggiunge un tassello a un mosaico fatto di amore autentico.
Con noi c'è anche Alberto Sabbatini. Giornalista, scrittore, amico di Ayrton. E oggi possiamo dire con orgoglio: amico nostro.
Ascoltare episodi mai raccontati, storie vissute in prima persona, emozioni custodite per anni è qualcosa che difficilmente si può spiegare. Sono quei momenti che rimangono dentro per sempre.
Guardo Mauro.
Ci sorridiamo.
Ci abbracciamo.
E senza bisogno di parole comprendiamo entrambi l'importanza di ciò che stiamo vivendo.
La mattina seguente la sveglia suona presto.
Raggiungiamo il centro di Ascoli Piceno e iniziamo l'allestimento.
Poi accade.
La vediamo.
Lei.
La McLaren del 1992.
Vicino a noi.
Vicina come non mai.
Iniziamo a sistemare il materiale raccolto in oltre trent'anni di passione e sacrifici. Bandiere, fotografie, cimeli, ricordi di una vita.
Passano pochi minuti e la piazza si riempie.
Si riempie oltre ogni immaginazione.
Arrivano Franco Nugnes, Alberto Sabbatini e soprattutto arrivano loro: i tifosi.
Tantissimi.
Con il cappellino della nostra famiglia, la Tifoseria Ayrton Senna Italia.
La piazza è gremita.
Ci abbracciano.
Ci ringraziano.
E noi ringraziamo loro.
Per essere venuti.
Per aver risposto alla nostra chiamata.
Per aver dimostrato ancora una volta che il tempo passa, ma Ayrton continua a vivere nel cuore delle persone.
Ci sono tanti ragazzi.
Tantissimi bambini.
Ed è proprio guardando loro che nasce un'idea semplice ma meravigliosa: permettere a tutti di scattare una foto con il casco del nostro Ayrton.
Più di trecento fotografie.
Più di trecento sorrisi.
Più di trecento emozioni che torneranno a casa insieme a loro.
Ed è in quel momento che comprendiamo di aver compiuto il nostro dovere.
Parlare di Ayrton ai più giovani.
Trasmettere ciò che lui ha rappresentato.
Tenere viva la sua memoria.
Alzo gli occhi al cielo e penso:
"Ayrton, sei felice?"
Poi, all'improvviso, tutto vibra.
La McLaren prende vita.
Il motore si accende.
Un suono che attraversa il corpo prima ancora delle orecchie.
Chiudo gli occhi.
E per un attimo il tempo scompare.
Era così.
È così.
E sarà sempre così.
Non è cambiato nulla.
La vettura.
Il casco giallo.
Le migliaia di tifosi.
E quella sensazione impossibile da spiegare che ti fa credere che lui sia davvero lì, in mezzo a tutti noi.
Mi emoziono ancora adesso mentre scrivo.
Perché in quel momento ho sentito la sua presenza.
Ho sentito il suo abbraccio.
Ho abbracciato Mauro Cipolla e gli ho detto:
"Hai visto?"
Poi ho abbracciato i tifosi.
Ho guardato mia figlia.
Ho guardato i nostri bambini osservare ogni dettaglio con attenzione.
E ho pensato che quella era una giornata destinata a restare nel cuore.
Una di quelle che non dimentichi più.
Il caldo era intenso.
La fatica tanta.
Ma ogni sacrificio trovava il suo significato nei sorrisi delle persone.
E allora tutto diventava leggero.
Come diceva Ayrton:
"Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere."
E noi quel giorno abbiamo visto centinaia di sogni accendersi negli occhi di tanti ragazzi.
Quando la sera si avvicina, la piazza inizia lentamente a svuotarsi.
Ci salutiamo quasi increduli.
La McLaren viene caricata sul camion.
Mi giro un'ultima volta verso di lei e le sussurro semplicemente:
"Grazie."
Ricarichiamo tutto il materiale nelle nostre auto.
Ottocento chilometri sulle spalle.
La stanchezza che si fa sentire.
Ma siamo felici.
Perché i sorrisi ricevuti sono stati infinitamente più grandi della fatica fatta.
Prima di ripartire ci fermiamo qualche minuto.
Controllo di aver caricato tutto.
Mi guardo attorno.
E dentro di me sento una certezza.
Ayrton è ancora qui.
Con noi.
Come è sempre stato.
Come sempre sarà.
Nel cuore di chi sogna.
Nel cuore di chi non smette di credere.
Nel cuore di ogni ragazzo che oggi ha ascoltato una storia e ha scoperto qualcosa di più di un campione.
Ha scoperto un uomo.
Un esempio.
Un'ispirazione.
Un grazie immenso alle nostre famiglie che ci sostengono in ogni avventura.
A Mauro Cipolla.
Al Comune di Ascoli Piceno.
A Franco Nugnes.
Ad Alberto Sabbatini.
E soprattutto a tutti i giovani che oggi ci hanno riempito di domande, curiosità e sorrisi.
Grazie per averci ascoltato.
Grazie per aver accolto un pezzo della nostra vita.
E grazie per aver accolto un pe




























