Pensieri di questi anni


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MOSTRA – Motori Fenomenali - Modena
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Un numero che ricorderò per tutta la vita.
Un numero che assocerò sempre a queste parole:
gruppo, passione, impegno, volontà, dedizione, lavoro e soddisfazione.
Immagini sognate e dipinte di notte,
senza orari e senza limiti,
unite da una sapiente ambientazione.
Ho stretto tantissime mani,
conosciuto tantissime persone.
Ho cercato di trasferire a voi ciò che ho toccato con mano attraverso i miei colori.
Ho cercato di parlare del mio mondo,
di farvi accarezzare la mia arte,
e mostrarvi quanto ancora di bello ho da realizzare in questa vita.
È stato un onore parlare ai più giovani, ai bambini,
cercando di trasmettere loro un sorriso,
una speranza,
e la voglia di provarci sempre.
Se anche solo uno di voi è stato toccato nel cuore,
se ho reso qualcuno partecipe e protagonista delle mie opere,
riportandolo in situazioni sognate – come è successo a me –
sarò felice.
Ho già preparato una nuova valigia piena di colori,
per continuare questo mio viaggio.
Sperando davvero che la mia arte possa parlare a terre lontane
della nostra terra, della nostra gente, di noi.
Volevo ringraziare tutte le persone che hanno speso il loro tempo
per entrare nel mondo della mia arte.
L’arte è l’unico modo di poter far correre veloci, senza guidare.

(Alessandro Rasponi)

Grazie a chi ha sostenuto questo progetto,
che ha ottenuto risultati incredibili e inimmaginabili.
Un ringraziamento speciale a:
Momenti di Maria Carafoli, Motor Valley Fest, Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Fondazione IRIS, CPC Group, BPER, Fondazione San Carlo, Camera di Commercio di Modena


200


È incredibile quanto il cuore ti può battere forte, quante emozioni si possono racchiudere in noi anche quando ti capita di entrare in un ascensore per salire alla camera 200. L'ultima di Ayrton all'hotel castello.
Ayrton, molto tempo e passato da quando decisi di fare questa visita, una tappa della mia vita, della mia passione, una delle ultime della tua vita che ti ha visto per l ultima volta come un comune mortale.
Ci si accontenta di poco Ayrton ma la passione infinita, l'amore, la fede ti fa sognare, ti fa immaginare e forse ci fa sentire ancor più vicino a chi ci manca.
I colori sono identici a quel filmato amatoriale che ti ha ripreso con quella coppia di sposi, mi giro mi guardo attorno cercando di trovare qualche similitudine e in poco tempo riesco ad individuare lampi di memoria dettati da mille visioni fatte in questi anni di quella piccola ripresa dove salutavi tutti prima di coricarti per l'ultima volta.
Quanto vorrei vederti sbucare da qualche parte, una speranza che vive e alla quale ci penso spesso fino a quando la realtà mi sveglia dal sonno immaginario.
Prima di entrare mi guardo attorno vedo molte piante e mi soffermo ad un pino enorme, piccolo allora, oggi divenuto grande come è successo esattamente a me.
Allora ero piccolo e oggi sono grande, sono assieme a lui un testimone del tempo, di una storia narrata alla continua necessità di trovare nuove luci, nuovi spazi inesplorati.
Prendo le chiavi della camera con quel portachiavi con scritto 200 e lo stringo forte tra le mie mani, un brivido mi nasce dietro alla schiena e mi giro credendo fosse stato un amico a fare uno scherzo.
Prendo l'ascensore e schiaccio 2.
Vedo alla mia sinistra il numero 200, entro e il cuore è in gola carico di tensioni che mi fa sentire come un bambino, e li tutto mi porta all immaginazione.
Apro la finestra e vedo queste colline che tanto ti piacevano. Tutto è sereno, tutto è calmo, tutto è surreale, non si sente nulla se non il cinguettio degli uccellini.
Sembra una paesaggio disegnato da te.
Sembra che il tempo si sia fermato per me, lasciandomi il tempo di apprezzare il colori del cielo, di contare gli aerei in volo altissimi, di vedere il verde che forse non è molto cambiato da allora, di sentire sulla mia faccia quel sottile vento che forse ha accarezzato anche te.
Non ci credevo ma ora son qua e solo Dio sa quanto vorrei avere dei colori, una tela per materializzare le mie emozioni Ayrton, per dedicarti un opera, per parlare con questo silenzio che mi accompagna, uguale a quello della tua ultima notte.
Guardo i muri e mi chiedo cosa hai pensato in quella notte dopo quello strano giorno, quando come me, guardavi il soffitto di questa stanza, cosa hai sognato e cosa speravi di vivere il giorno seguente.
Sono felice perché ho messo nella mia tabella di viaggio un altro segna posto che volevo collocare in quel percorso che da tempo ho iniziato, un altra tappa, un altra emozione che mi da la spinta di andare sempre oltre.
Per molti sembrerò un matto esternare queste emozioni ma il mio cuore vive di questo, i miei colori sono animati da tutto questo e credo che parte della mia vita giri attorno a questa viaggio che vale di essere vissuto fino all ultimo dei giorni da comune mortale.
C'è caldo, apro le tende e magari prima di dormire ti sei rifacciato sul questa finestra dalla quale scrivo.
Quella sera c'era un matrimonio animato da una musica che interrompeva quel silenzio che mi accompagna invece in questa notte lunga e carica di significati e come sta succedendo a me forse tutto ciò ti ha portato a pensare davvero al senso della vita.
La luce fuori non c'è più, ora c'è il buio e mentre questa non luce mi accompagna in questa notte non vedo l'ora di vedere l'alba segno tangibile di speranza, di rinascita.
Nella vita non ricordiamo tutto ma ci sono cose che rimangono dentro di noi per sempre, come succederà per me con questa lunga notte.


- Alessandro Rasponi.

200


Il frutto dell'amore

Rappresenta esattamente l'amore che vale quanto una vita.
Si, non si può fare senza , perché ognuno di noi nasce con esso
ed è solo il destino che decide quale sia la sua traiettoria nella nostra vita.
O verso ciò che di più bello che si può incontrare , un figlio
o verso quell'insieme di emozioni equamente divise verso ciò che sentiamo che ci merita.
Non si capisce quanto sia grande senza prima incontrarlo ,
ne dove nasca, né dà dove provenga
ma quando ci si sbatte contro si materializza in quella lacrima
di emozione che ci fa sentire vivi.
Ancor più bello è vederlo in lui
e in quella persona con la quale si è deciso di vivere
una parte di vita che ti ha visto diventare genitore
o artefice del tuo amore, qualunque esso sia.
La sua testimonianza la ritroviamo
nell' Arte come nell'amore,
due anime, due colori fanno nascere sempre una nuova tonalita'.
Noi ne rappresentiamo una, ma ogni colore
risulta essere unico
per intensità, per sfumatura ,per cromia.
Esso può essere infine anche una fusione
che ti porta a correre nella vita come non mai
con gioie e dolori
con paure e speranze
e come affermava Ayrton ,
"vincerla senza rischi è come trionfare senza gloria!".
Non importa Che tu sia Madre,
o padre,
o il destino del tuo amore.
Siamo tutti passeggeri
di un viaggio che dura e vale una vita,
accompagnati ognuno dal suo destino
ed una valigia dentro alla quale
è custodito il coraggio che sapevamo di non avere.
Il frutto dell'amore.


- Alessandro Rasponi.



Come sarà

Come sarà.
Avete mai pensato a come sarà ciò che ci aspetta dopo la vita? sarebbe troppo semplice se fosse come ce lo siamo sempre immaginati.
Un pensiero e una raffigurazione che secondo un mio giudizio è troppo vicina al mondo reale dove le differenze sarebbero troppo limitate.
Da tempo penso a questo e ci pensiamo tutti sopp quando vengono a mancare figure importanti della nostra vita, ed è li , solo in quell'istante che nasce dentro di noi quel desiderio.
Di rivederle un giorno , desiderosi di un arrivederci per la troppa sofferenza , consolandoci con questa poca certezza che abbiamo.
La mia visione è cambiata da quando mi ascolto piu spesso e dopo aver ho ascoltato un particolare brano di Antonio Pinto .
Immerso nella riflessione cercata e ascoltando un suono particolare di una sua canzone mi ha portato a pensare che la nostra anima non è solo rappresentata dal corpo che un giorno abbandoneremo, ma da molto di più, anche in questa vita terrena.
Un ricordo, una mancanza o una persona può essere toccata con il cuore anche con tutti i sensi che Dio ci ha regalato esempio un odore.
Quante volte annusando un particolare profumo siamo stati catapultati immediatamente ad un istante a noi caro? a me succede spesso.
Se viviamo sulla terra, è proprio perché dobbiamo prendere coscienza della nostra parte migliore e manifestarla attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. Tutto questo attraverso l'anima.
Essa deriva dal latino ed il suo significato parla di «soffio», «vento», ma in parole più semplici indica quella parte vitale e spirituale di un esser vivente, comunemente ritenuta staccata dal corpo fisico.
Un'anima credo possa essere riconosciuta , allora , questo accade anche attraverso un suono che evoca in noi un'emozione particolare? io credo di sì. Noi siamo molto di più di ciò che siamo ,solo che non lo vediamo.
L' Anima e' un qualcosa di meraviglioso dove per parlare con essa non occorre sapere tutte le lingue del mondo ma solo quella del cuore ,solo quella con cui le nostre emozioni si manifestano , che ci fanno sorridere, piangere
urlare, cantare e stare alle volte anche in silenzio.
Prendetevi 5 minuti di pazzia ma e' bello pensare che la nostra anima ,il nostro pensiero, le nostre emozioni ci rendono più vicini a ciò che ci manca. questa è una verità? non lo so ma credo nasconda molte verità e conferme.
Un suono può dire tanto qualunque esso sia.È l’anima che ci rende... “animati”, nel senso che ci dà la vita. Ovviamente abbiamo la sensazione che il nostro organismo sia mantenuto in vita dalle funzioni vitali e delle sostanze che le alimentano: l’aria che respiriamo, il nutrimento che assorbiamo, l’acqua che beviamo, eccetera. Ma senza l'anima credo verrebbe a morire una parte fondamentale del nostro modo di vivere.
Sono convinto e piace pensare che , riconoscerò nell'altro universo un mio caro attraverso una luce un suono o davanti ad un impulso di un colore. Non occorreranno spiegazioni perché tutto sarà già dentro di noi , tutto sarà riconoscibile e nulla ci sarà da spiegare. Credo la pace sia questa , un eterno istante nel quale la visione ti regala tutto in un solo istante senza abbracci ne baci , cose delle quali ci si accontenta e che riguardano solo noi comuni mortali in questa vita terrena.


- Alessandro Rasponi.



Dare in brocca

Dare in Brocca.
Un ostacolo ,un imprevisto è sempre seguito da una possibile soluzione che potremmo anche definire " meta ".Una specie di visione che si tenta di seguire per raggiungere la tanto desiderata soluzione al problema che si è incontrato nella nostra vita.
Nella maniera più semplice potremmo immaginare un tipo di situazione simile come se un ragazzo si trovasse davanti ad un enorme montagna accompagnate da salite rapidissime, difficili da superare seguite poi da pendii e ostacoli sempre differenti. Questa è la visione più tipica che molti di noi ha sempre immaginato . È bene ricordare che una meta è poi accompagnata per la maggior parte dei casi da mille avventure seguite da imprese eroiche o da fatiche immani. Chi di noi non si e trovato davanti ad una di queste situazioni guardando il cielo sperando in un miracolo ?,chiedendosi poi il perché di tutta questa fatica o sofferenza.
Una meta rappresenta per un certo verso anche una speranza perché si sa che raggiunta quella montagna potremmo ammirare l'orizzonte sempre desiderato, trovare la soluzione ad un problema o la pace dei sensi.
Una meta è uno scopo e se ripenso al perché scrivo queste righe mi viene da pensare che una meta è come fare centro con l'arco , puntando la freccia nel punto centrale ,stando attenti a tutti gli elementi che potrebbero cambiare la sua direzione.
Voglio però soffermarmi su come siamo noi li, in quell'istante. Siamo sempre abituati a vedere le cose sempre con la nostra direzione e mai con quella magari che appare agli occhi di altre persone. davanti a quella montagna ,pensiamo sempre di essere i più sfortunati ,i prescelti della " sfiga" senza mai leggere le mille fortune che ci capitano ogni singolo momento.
La prima è quella di avere la possibilità di vivere la vita al meglio delle nostre possibilità cosa che aimè dimentichiamo dando peso e attenzioni a cose senza senso. Ricordate quel ragazzo con cui ho iniziato queste righe? lui intravedeva in quella montagna la sua meta la sua sofferenza da superare. Iniziò senza saperlo quel viaggio con un altro ragazzo e si rese conto che arrivato , lui continuò perché ognuno di noi ha mete diverse ma sopp anche più difficoltose.
Infatti, quella sfortuna apparente si trasformò in nulla nel vedere la cima che il suo compagno doveva ancora scalare.
qual'e' senso di questa cosa? credo personalmente che anche quel ragazzo al suo fianco potesse aver un altro compagno con mete ancor più difficoltose e così via. La sofferenza apparente è una prova della nostra vita che dobbiamo superare , non l abbiamo scelta e né voluta , ma è regalata da un destino che pone sempre il conto della vita che uno fa.
Dobbiamo imparare a leggerla in maniera diversa e ciò accade solo quando per caso ci imbattiamo in situazioni più difficili delle nostre. Se si è anche coraggiosi e non egoisti si può dare una spinta anche a chi ha bisogno di una spinta senza averla chiesta e li vi accorgerete che chi ha davvero toccato con mano avversità più dure , vi regalerà ciò che vi manca ,la forza la speranza e la consapevolezza che quando si fa qualcosa per gli altri , ciò che si ottiene , è un mare di forze magiche mai inesplorate.
Mai parlato con un barbone? ,fatelo, più delle volte ha visto e sa cose più lui che un impiegato di banca .
e qui mi chiedo chi si è goduto di più la vita? chi ha davvero colto il succo di essa? Chi dei due ha intravisto in quell'ostacolo un'opportunità per migliorarsi per crescere ? credo sempre più che la vita sia fatta di situazioni senza tempo, che la rendono unica , ed è bello credetemi incontrar persone che te lo spiegano senza parlare di soldi, né di potere.
Per un papà o una mamma deve essere la convinzione di essere stato un buon esempio, regalando emozioni e momenti che lo renderanno eterno nei ricordi del suo bimbo cresciuto , per un marito dall'amore che lo ha scelto.
Per un amico la convinzione di esserci stato in quella salita dando una spinta una speranza
Per ognuno di noi , la convinzione di aver regalato sempre una speranza , un problema infondo esiste perché ce' una soluzione.
Dobbiamo essere tutti nel bene e nel male testimoni del proprio percorso, rendergli testimonianza senza se e senza ma
Dobbiamo puntare al centro sempre.


- Alessandro Rasponi.



L'Amico

Dedicato ad un amico.
Alle volte sentiamo il bisogno di non mangiare, di ripararci ,di fare un passo indietro o semplicemente di stare soli in compagnia di un silenzio che parla con noi , esso ritengo abbia un grande potere, quello di farci ascoltare e parlare con noi stessi.
Istanti grigi senza colori perché sentiamo la mancanza di un qualcosa ,che ,seppur la sentiamo vicino non ci fa sentire la bellezza della vita sulle note delle nostre emozioni.
Una persona cara , un amore , un amico ,qualunque cosa manchi ,ci rende immobili. Poi il miracolo. Buio Luce , grigio colori, morte sopravvivenza.
Il miracolo è la cosa più bella che ci possa capitare, trovare una forza che ci prende sottobraccio, che ci fa alzare e fare altri passi uno dopo l'altro e 'una cosa che non ha prezzo . Mille tesori al mondo non hanno il suo valore , non si compra e ne la si cerca, ma la si trova per caso.
Questa speranza come ci appare? che sembianze può avere? quale la forza in grado di darci una mano?
Io ci ho pensato davvero tanto e la risposta l'ho trovata solo quando quella persona a terra ero io ,seduto senza forze con lo sguardo basso .
Rialzatomi mi ripromisi una cosa, quella di non dimenticare mai chi mi aiutò.
L'artefice di questo miracolo sapete può avere mille colori mille forme e mille facce.
Non ha nome ma è la fusione di due " venti " , quello dell'istante seguito da quello del destino.
Una formula magica che nessuno può prevedere, animato da tutto e tutti solo che noi non lo sappiamo né immaginare e ne riconoscere.
Anche se alle volte non si ha la forza per stare in piedi non dobbiamo mai perdere quella spinta che ci porta ad aiutare gli altri , alzatevi sempre, in questa motivazione mi viene in mente un amico che ho conosciuto da poco , rappresenta per me quelle anime che per fortuna la vita di fa incontrare.
Il caso e in quella casualità la passione comune ci ha fatto conoscere , caduta la sua realtà , quella passione comune animata poi da un'amicizia vera anche se fresca lo ha fatto rialzare. La passione con quella forza di cui parlavo prima e' bene espressa in una grande citazione ," Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo". Tutto questo è successo a me è successo a lui... e' successo ad ognuno di voi e nel peggior dei casi vi capiterà perché la vita non fa sconti a nessuno.
Se aiutiamo gli altri, verremo aiutati. Forse domani, forse tra un centinaio d’anni, ma verremo aiutati, ed in quel istante avrai capito nel bene o nel male che hai davanti a te ciò che in quell'istante il destino ti ha regalato. Non sapremo mai il perché , Forrest Gump mio compagno di vita credo avesse ragione , lui affermava questo;
“Non lo so... se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza... ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento.”
Amico mio che mi hai alzato , amico mio che ti ho alzato non siamo in debito, perché siamo tutti e due testimoni di un miracolo , generato da noi stessi assieme al nostro destino.


- Alessandro Rasponi.



Senna

"Quando ero ragazzino venivo alle volte allontanato , perché non tifavo le rosse ma quel pilota con il casco giallo".
Alessandro Rasponi


Avevo più o meno 10 anni , un ricordo indelebile di molte domeniche nelle quali assieme ai miei compagni guardavamo le famose gare di formula uno , eravamo bambini ancora animati anche da questo sport , con un sogno nel cuore ,quello di poter guidare qualsiasi cosa.
Queste mie domeniche finivano solo in due modi, o venivo allontanato perché tifavo quel brasiliano magico superiore in tutto...o rimanevo solo davanti alla televisione
Attento , fino alla fine , fino all'ultimo giro dove quel Mito chiamato Senna dava un distacco abissale a tutti e mentre i miei amici giocavano già a pallone perché al cavallino erano state tolte ogni speranza di vittoria , io mi gustavo l'ennesima vittoria.
Una fede , un amore nato sin da piccolo che mi rendeva orgoglioso per ogni singola vittoria o " solo" . perché l'unico dalla sua parte.
Ricordo una volta di aver dipinto il mio casco di color giallo con la tempera , al sole crepò in breve tempona poco importava , io lo indossavo sempre, pedalando a tutta birra in bicicletta
quel gran premio immaginario che mi vedeva sempre vincitore nel cortile di casa.
L'unico che potevo accettare dopo Senna era " il Leone" quel pilota inglese baffuto apparentemente grosso , il grande Mansell l'unico pilota che se in forma , ne dava a tutti compreso al mio Senna.
Colui che gli diede anche un passaggio alla fine di un gran premio , cosa che mi confermo la sua bella personalità. Quante vittorie , che bello il mondiale vinto , me lo ricordo ancora e invece quanta rabbia verso quel francese chiamato Alain , del quale non ho mai apprezzato nulla ,rivalutandolo solo in tempi più recenti , dove con la maturità acquisita ho riconosciuto anche la sua bravura, perché Senna senza questo francese non sarebbe ciò che è oggi , il migliore. Quante volte l'ho sognato in Ferrari , personalmente la trovavo come l'unica soluzione alle mille diatribe con i miei compagni , avrei avuto il mio pilota nella loro squadra , cosa che non accadde mai e come potete immaginare le diatribe continuarono.
La giovane età poi come ben sapete ti fa conoscere altre cose perdendo di vista quelle che hai sempre vissuto. Questo e' accaduto per molti dei miei amici ma per me no. Rimanevo quasi sempre solo a guardare i grand premi al bar della parrocchia con gente più grande di me seguiti poi dalla partita di calcetto quasi conclusa. Oggi per come sono fatto forse è questo il motivo per il quale la maggior parte dei miei amici è più grandi di me. È stata in parte una fortuna perché tutto ciò mi ha dato la possibilità di velocizzare alcuni aspetti della mia vita arrivando forse a maturare troppo in fretta. " Ascolta"...perché ascoltando si impara. Quante volte me lo ha detto mio papà , un insegnamento del quale lo ringrazio sempre. Potrei citarvi mille incontri fatti e ricordo ancora aneddoti che porterò sempre dentro di me , come quelli del grande Villoresi o Ugolini , veri e propri maestri della storia dell'automobilismo.
Tornando a noi guardando i gran premi da solo , la cosa bella e che non vi era più nessuno con cui litigare ero rimasto solo io, un periodo abbastanza lungo dopo il quale ,qualche mio amico riprese per mano la passione dei motori consolandosi dalle delusioni amorose.
Ancora oggi conservo tantissime macchinine , tutte prese e conservate con cura dove dopo ogni gara vinta sul mio letto mi vedevo avvolto da persone , ma sopp dalla ragazza immaginaria della quale ero innamorato allora... dopo la macchinina veniva riposta nel mio armadio pronta a vincere la gara successiva. Il bello sapete quale', che come tutti i bambini ci si sente degli eroi, e da giusto eroe mi vedevo sempre coinvolto in assurdi incidenti ma che alla fine io e solo io! ero il trionfatore. Oggi mi capita spesso di riprendere in mano quei giocattoli ancora nuovi ed è una sensazione stupenda , è come se il tempo si fosse fermato, ma che poi ti accorgi che quello che ti gira attorno è tutto cambiato, le mie mani son più grandi e con qualche ruga... ma credetemi in quell'istante è come se mi rifugiassi in quel mondo tanto caro a me.
Una sensazione stupenda che sto cercando di trasmettere alla mia piccola , l'amore per le cose , qualunque cosa essa sia, sarà bella perché se conservata in futuro gli regalerà come succede a me, un sorriso , un ricordo e una speranza, Quella di rimanere sempre un po' bambino o di riprovarne anche solo per un secondo la sensazione.
Avevo 14 anni, ero cresciuto , pronto per il famoso motorino , un vecchio college ereditato che andava come un fulmine. Periodo spensierato felice dove ti senti padrone del mondo.
Era maggio, un soleggiato sabato pomeriggio e li conobbi il brutto di ciò che amavo , la morte di un pilota sconosciuto del quale non sapevo nulla. Ci rimasi malissimo credetemi perché per me , uno non poteva perdere la vita mentre faceva ciò che amava, mentre oggi la considero una fortuna.
Presi paura , una paura che si animo ancor di più il giorno seguente. Ero davanti alla tv erano le 14 , non avevo mai visto Senna pronto al via senza casco e dicevo, guardate se è triste, forse un messaggio per tutti , perché quel gran premio forse lui non voleva correrlo , la sua unica motivazione era quella di vincere quel gran premio cosa che aimè non ci riuscì.
Scopri poi dopo che dentro a quell'abitacolo Senna mise al suo fianco una bandiera austriaca per ricordare il pilota sconosciuto ,mancato il giorno prima. Conobbi poi in futuro anche i genitori di Roland grazie a Don Sergio , gli strinsi la mano e feci per loro un quadro a lui dedicato. Il milite ignoto, come lo cita sempre l amico Leo Turrini.
Ricordo esattamente tutto di quella maledetta giornata , ero sul tavolo di cucina e lo vidi in diretta.... speranza di un'ennesima vittoria che in quel 1994 tardava arrivare , una speranza che si trasformò in paura , in un enorme paura, l'incidente, lo schianto fino a che vidi quel casco muoversi dopo che la macchina infernale si fermò.
Una speranza che mi fece urlare, "È vivo!!!!!!!!! È vivo!!! È vivo!!!!! " lui era il mio eroe, poteva farcela!
Mi commuovo ancora adesso nello scrivere questi pensieri , legati a quella speranza che sento ancora addosso. Vidi il sangue , vidi l'elicottero e senti dopo quella brutta e lunghissima e ingiusta frase;
"Ayrton Senna Il campione brasiliano è deceduto oggi alle ore.... e li piansi ,piansi per molto tempo e mi commuovo ancora oggi.
"Sono sicuro che in quell'istante morì una parte di me ,della mia gioventù , della mia fede del mio essere tifoso. Non guardai più un gran premio per molto tempo , non volevo sapere nulla del processo , delle mille ingiustizie che seguirono nulla non volli sapere nulla , chiusi il mobile delle macchinine abbandonando quel mondo a cui appartenevo, dedicandomi alle sole partite di calcetto , ai motorini truccati , arrivando a sostituire quel casco giallo brutto ma amato con un altro anonimo di colore nero.
Tutto era come prima ma nulla fu come prima .
Mori ' in me quell'amore sostituito poi dal quella paura dal quel dolore che si prova quando ti viene a mancare una persona alla quale volevi bene. Misi tutto in una scatola come succede nei film e la portai su nel granaio. E facile a dirsi ma tremendamente dura descrivere le delusioni che si possono provare quando si è giovani.
Solo anni dopo ripresi tutto quel materiale spolverandolo. Mi diplomai e per regalo volli una cosa. Anni prima in un negozio a Maranello avevo visto un casco di Senna in vendita ,credo fosse il 1992, una famosa replica numerata , costava un botto e non potevo certo permettermelo.
Da li era nata l'idea di farmelo io, ricordate il casco che ho citato prima? , quello.
Mia mamma mi chiese cosa volessi come regalo per la promozione ottenuta. io gli dissi , vieni con me , Era il 1998.
Andammo in quel negozio e chiesi di quel casco. Il negoziante si stupì di questa cosa, perché erano passati anni . Lo tiro' fuori dal bancone, il casco era nascosto perché era l'era di Schumacher... nascosto perché forse vedere qualcosa di Senna faceva emergere tristezza , fu la mia fortuna.
Mia mamma me lo regalò ed io ancor oggi lo conservo come una delle cose più preziose della mia vita. Non tanto per il valore dell'oggetto ma perché segnò la rinascita, la riapertura di una porta che avevo chiuso per la troppa sofferenza.
Avevo rispolverato l'amore per il mio pilota per quella cosa che mi fece innamorare di lui, divertire e soffrire come non mai, ogni singola domenica.
Da allora rimisi in moto ciò che poi ha animato la mia passione per i motori , come direbbe Forrest Gump " di passione ne ho tanta! " e chi mi conosce lo sa. Andai a Imola nel 2004 per il decennale dalla sua morte ritrovandomi per caso al fianco Del pilota Montoya, l'unico della f1 presente, conobbi la sorella di Senna Vivienne , suo papà Milton realizzando poi per loro una statua oggi collocata in Brasile , una a Modena nel viale a lui dedicato all'interno del Enzo Ferrari e per non finire , in occasione poi dei 20 anni dalla sua scomparsa né è stato collocato uno a Imola nel circuito. Sono stato fortunato, anche se non l'ho mai incontrato perché sento di amarlo più di altri che lo hanno conosciuto e non ne hanno saputo apprezzare in vita la sua grandiosità . Ho conosciuto Ramirez , Ascanelli , Bruno Senna e non per ultimo Parilla , colui che scopri il suo talento e lo portò in Italia. La mia sete non ha fine. perché è troppo grande la mancanza verso quel pilota che non ho mai avuto la possibilità nemmeno di stringergli la mano e quando sento persone che lo hanno fatto provo un enorme " sana invidia" .
Questa mia mancanza che sento di avere dentro però è la forza della mia passione . Credo tutto nasca da li. Potrei scrivere mille libri sulla passione che ho ,per l amor che ho verso questo mito che mi ha visto crescere, ed è proprio questo il " miracolo" .
Il miracolo è la passione che mi ha fatto crescere pur non avendola vissuta in pieno , nel mio caso solo davanti a quella televisione che mi faceva compagnia ogni singola domenica.
Se mi trovassi Ayrton davanti oggi? Proverei esattamente ciò che provo, ogni qualvolta che vedo qualcosa che mi parla di lui. Io la penso esattamente come lui, "quando si e' il più lontano dalle cose che amiamo, ci rendiamo conto che in realtà esse non ci sono mai state così vicine.
Ti voglio bene Ayrton.


- Alessandro Rasponi.



L'Amicizia

L'Amicizia,
Che bella parola , che bella sensazione , che sorriso ci nasce quando pensiamo ad essa...un sorriso dolce seguito da uno più amaro perché immediatamente ci viene da ripensare alle persone che ci hanno lasciato in questa vita terrena.
L'Amicizia credo sempre più che sia molto simile all'amore, con l'unica differenza che di amore nella vita ne esiste uno solo mentre di amici , intendo quelli veri se si è fortunati se ne possono incontrare più di uno.
Proviamo un senso di protezione , di riparo perché sai che sei solo ,in quell' amico troverai sempre un muro sul quale potrai appoggiare le tue spalle stanche o ripararti dalla pioggia che ogni tanto cade nella nostra vita.
Può essere un rifugio che conosci , che credevi che non ci fosse ,o che doveva essere lì dove sapevamo ma che non abbiamo ritrovato.
Un rifugio che ti protegge da una pioggia che ti bagna , che ti lascia un segno, che ti fa ricordare l'importanza di questo riparo del quale sentiamo sempre più il bisogno.
Nessuno ci insegna a diventare amici, non ci viene insegnato , è una cosa con la quale ognuno di noi nasce , è un valore che possiamo regalare solo quando sentiamo battere forte il cuore perché ripagati da emozioni da sensazioni forti.
Nella vita non si ricorda tutto ma l'incontro magico di due amici non lo si dimentica mai, due vite parallele unite da un momento magico, l'incontro.
Nel nome dell'amicizia , quella vera potrei fare molto , alle volte con la convinzione di averla incontrata mi sono ritrovato in vie strane intitolate alla falsità , all'interesse ,all'egocentrismo, all'apparenza ed e' li che dobbiamo scappare senza regalare un secondo di più della nostra vita a chi ci sorride solo per interesse, questo perché' “Nell’amicizia niente è più importante della fedeltà che è nutrice e custode.
La fedeltà è sempre uguale a sé stessa, nella buona e nella cattiva sorte, nelle ore liete e in quelle tristi, nelle gioie e nelle amarezze”.
Quando penso ad essa , a questa bellissima parola , l'amicizia mi viene in mente una bellissima storia , quella dei chiodi, mai sentita?
"C'era una volta un ragazzo con un bruttissimo carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno sul muro del giardino ogni volta che avrebbe perso la pazienza e avrebbe litigato con qualcuno.
Il primo giorno ne piantò 37 nel muro. Le settimane successive, imparò a controllarsi, ed il numero di chiodi piantati diminuì giorno dopo giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare chiodi.
Infine, arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo sul muro. Allora andò da suo padre e gli disse che quel giorno non aveva piantato nessun chiodo. Suo padre gli disse allora di togliere un chiodo dal muro per ogni giorno in cui non avesse mai perso la pazienza. I giorni passarono e infine il giovane poté dire a suo padre che aveva levato tutti i chiodi dal muro. Il padre condusse il figlio davanti al muro e gli disse : " Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda tutti i buchi che ci sono sul muro. Non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di cattivo, gli lasci una ferita come questa. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi tirarglielo via, ma gli resterà sempre una ferita. Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita resterà. Una ferita verbale fa male tanto quanto una fisica".
Quanta verità vi è in questa storia , quanti buchi ho fatto e quanti me ne hanno fatti. Credo però che davanti ad un amico vero, sia ancor più importante saper valutare la profondità di questi buchi , valutare il loro perdono e la loro testimonianza , di quel segno lasciato , un evento seguito dalla parola fine o di una rinascita. Nella vita si sbaglia perché si ascolta troppo altre voci prima che quella del nostro cuore , giudichiamo e non vogliamo essere giudicati convinti sempre di essere dalla parte della ragione e mai quella del torto.
L'amicizia in verità è colei che ti insegna il perdono , essa credo sia fondata totalmente sulla lettura di noi stessi perché quanto più sapremo ascoltarci , quanto più sapremo parlare con noi stessi, più sapremo regalarla e riceverla.
Quando si ha la necessità di un qualcosa al vero amico non c'è bisogno di chiederla l amico vero te la fa trovare dove tu sai che la cercherai e non ti chiederà nulla in cambio se non la promessa di farsi trovare pronto a parti invertite.
Io l'ho fatto.
Alle volte ho trovato l amico in quell'istante , altre volte no...
altre volte c'ero , mentre altre volte aimè no.
Perché? perché la vita non ci insegna ad essere eroi , questa è una virtu' che hanno in pochi senza saperlo,
la vita ci insegna attraverso le mancanze e i successi , quanto sia importante essere " l'Amico".


- Alessandro Rasponi.



Forza

La Forza.
Cose' la passione? cose' quella magica sensazione dove in un secondo eterno , la nostra anima , dà vita ad un istante che ricorderemo per sempre?
è la stessa forza che non rende stanco l'ultimo km un atleta dopo una lunga maratona? e la stessa speranza che ci si attacca quando tutto sembra finito?
Le variabili sono molte come i risultati di ogni considerazione fatta o che faremo ma più ci penso , trovo sempre più risposte e domande. Vivo una vita intensa dove rimanere
fermo mi dà la sensazione di sprecare la vita, una giornata , un minuto , un semplice istante.
Mi capita come tutti voi di vedere nella corsa immaginaria della mia vita , cadere atleti , alcuni in maniera inspiegabile altri semplicemente dopo aver percorso stupende giornate durante il loro trascorso in un questo mondo magico. Mi basta pensare a Don Sergio il più vicino alla mia anima o a eroi come Falcone, Borsellino o all'ultimo pompiere che ha dato la sua vita per salvarne un'altra, credo sia l'atto più bello che valga di vivere una vita, perché sai di non aver vissuto per nulla.
Allora dietro a tutto ciò che ci impegna , a tutto ciò che amiamo ci accorgiamo di essere vivi , anche davanti ad un'ingiustizia , a differenza di altre invece che hanno deciso di fare della loro vita una sola cosa, l'interesse degli altri. Quindi conservo quella forza , sempre ,che sento dentro anche se il viaggio della mia vita si accorcia ogni giorno come natura insegna sperando che il volo dell'angelo nero non si accorga di me. Quella forza si può chiamare in altri mille modi . Oltre la passione in questa terra, esiste un verbo che ha dato origine a tutto e si chiama Amore. Si nasce con essa e si vive per essa, andiamo sempre alla ricerca della sua faccia delle sue possibili sembianze ,della sua anima . Chi non la trova mai, chi si sbaglia, altre volte invece e' l'amore che può cambiare , alle volte è eterno.
Quell' Amore Io l'ho incontrato per caso e da quel istante magico ho variato ciò che credevo fosse una regola.
L'amore ti fa compiere cose che non avresti mai pensato di fare. Vi chiedo? L'amore è la stessa forza con cui ho iniziato queste righe? Il mio è unico , dandomi sin da subito la certezza di mettere al mondo il frutto che regalerà al mondo la sua continuità . Le casualità e la natura non sempre risulta essere l'unica cosa necessaria per fare questo , ed è lì che questa forza si trasforma in speranza , in un qualcosa che lo cerchi guardando il cielo. Esso rappresenta la fede per un credente , la speranza per chi non lo è.
Il cielo , è lo spazio percepibile della terra, ma credo rappresenti molto di più. Pensate a come un bambino immagina il cielo. Non ci avete mai pensato? Guardate o soffermatevi a vedere come lo disegnano , il più delle volte come una riga azzurra in alto. Credo rappresenti per loro un senso di protezione , un cielo esteso e avvolgente che accoglie il disegno e testimonia la sicurezza del bimbo che lo ha dipinto. Ricordo ad occhi chiusi quando da piccolo grazie a mio padre , disegnavo per ore e ore, quanto mi piaceva , mi piaceva disegnare più di tutto una figura che il grande Leonardo ha usato mettendo l'uomo al centro di essa , il cerchio. Usavo infiniti colori anche quelli di mio papà. Oggi conservo ancor oggi il mio primo vero quadro con il quale vinsi un secondo e non il primo premio , perché la giuria votante non credeva l'avessi dipinto io.
Un carro informale dalle grandi ruote rappresentate da due appunto , cerchi grandi. Mi viene da sorridere.
Quella delusione , quell'ingiustizia fu un motore immenso per me perché ,piansi e provai tanta rabbia perché ero innocente .Una rabbia che si trasformò lungo il cammino della mia vita in motivazione. Oggi mi viene da ringraziare chi non credette a quel papà o a quel bimbo perché gemerò una forza con la quale ancor oggi combatto contro ogni difficoltà. Quindi, ti chiedo, quella forza si può chiamare delusione? Anni dopo vinsi il trofeo città di Modena, con una mia scultura e riconobbi uno dei giurati e lo ringraziai , lui non sapeva chi fossi.
Quando sono con gli adulti , per chi mi conosce mi piace sempre scherzare , mentre sono con i bambini mi trovo più a mio agio , credo che sia una cosa che nella mia vita nonostante i mille temporali trascorsi non ho mai cambiato.
Ho sempre tenuto tutto ciò con forza nelle mie mani ed oggi grazie a tutto questo sono più forte e sereno perché so che se anche il vento potrà essere più forte , se la salita sarà più dura di quello che è , se le onde del mare in burrasca saranno altissime , quelle gambe tremolanti che mi ha regalato Dio , saranno un po' più forti.
La Passione, la forza , la speranza....
Chiamatela come voi volete , rappresentatela come credete meglio , cercatela ovunque , non siate mai stanchi di farlo ma soprattutto rendetegli testimonianza , perché' solo così come la notte sarà seguita dal giorno , la nostra vita sarà migliore.


- Alessandro Rasponi.



Don Ruspa

Chi era Don Sergio? chi era Don Ruspa?

Non solo un uomo né un amico né un prete ma credo molto di più. Nato dalle famose storie leggendarie che me lo facevano immaginare da piccolo su di una ruspa, il mio primo ricordo va alle bellissime serate di quando a 8 anni giocavo a tombola al sabato sera con la speranza di vincere un cappellino della Ferrari. Da quel momento la mia vita e sempre stata accompagnata dalla sua figura leggendaria e non c'è mai stata una settimana nella quale per un motivo o un altro non ci sentivamo. Questo fa di lui per me oltre ad un padre spirituale un amico un compagno di vita e di passioni legate al mondo dei motori.
La mia arte è nata con lui, fu lui il promotore e a lanciarmi in maniera ufficiosa in uno dei suoi " 1 di maggio " quando si ricordavano i grandi dell'automobilismo realizzando per l'occasione una macchinina diventata poi per lui anch'essa una sua testimonianza.
"non pensare di far le cose per interesse ma per ciò che ti regalerà la vita " , è come riconoscere l'amore in questa vita raccogliendo pi i suoi frutti , che insegnamento, io ne ho fatto una legge di vita. Ascoltando le sue parole e non certo quelle di critici d'arte legati alla vita terrena ho fatto della mia vita della mia arte un solo mezzo per trasmettere la passione dei motori e non di certo per diventare un uomo più riccò, perché si sa' gli artisti fanno fortuna solo quando volano via.
Quanto mi manca , quante volte mi verrebbe voglia di prendere il telefono per chiamarlo semplicemente per sapere che è lì , dove è sempre stato , sicuro che da quella telefonata sarebbe nato un suggerimento giusto e una mano sempre tesa. La nostra vita credo che se anche scandita da migliaia e migliaia di giorni...solo alcuni rimangono dentro in modo indelebile dentro di noi e in molti di questi , per quello che mi riguarda, parlano molto di Don Sergio, la mia infanzia , il mio servizio civile svolto con lui e Villoresi, il mio matrimonio e il battesimo della mia bambina. Pensate fu' l'ultimo matrimonio e l'ultimo battesimo e in qualche modo credo di essere stato fortunato anche in questo. Se penso alla sua vita credo sia leggendaria per cio che ha fatto spiritualmente che materialmente, da quello che ho letto di lui, da quello che mi è stato riferito da suoi amici e da quello che lui stesso mi confidava , don Sergio era un grande. Quanto mi sarebbe piaciuto vivere la sua epoca , glielo dicevo sempre, "don io dovevo nascere nella tua epoca e" e lui mi rispondeva che sarei stato invece un vecchio "patocco" come lui. Quante risate mi legano a lui e quanti momenti unici abbiamo passato assieme , come il battesimo delle vetture nel nuovo autodromo, quanto era contento e fiero, sempre con me e noi anche quando una parte del suo mondo sportivo non si ricordava sempre della sua figura. Avergli regalato l'importanza che meritava anche in questi momenti mi rende molto orgoglioso , alle volte osanniamo chi vive al presente il successo mentre quando forse qualche luce si spegne del palco molti abbandonano tutto. Per me, don Sergio , la sua luce era sempre accesa e lo posso dire davvero ad alta voce con la passione e l'amicizia che mi lega a lui.
Anche se oggi ho il suo numero di telefono muto , non lo cancello anzi conservo i suoi messaggi vocali perché riascoltare la sua voce mi dà forza per andar avanti e superare le mille difficoltà della vita.
Mi diceva sempre, " tu sei il mio bambino, non dimenticarlo mai "e me lo ripeteva all'inizio e alla fine di ogni confessione , tutte le volte che mi vedeva accompagnata da una carezza che sento ancora sul mio volto. Potrei parlare di mille cose aneddoti ricordi di don Sergio ma servirebbero poi ore per raccontarle cosa invece che faro
per ogni giovane , parlerò di lui perché la sua figura la sua storia il suo esempio la sua testimonianza
deve andare avanti, sempre.
Quando si ama si pensa che ciò che si tiene tra le mani sia immortale ," questo ci deve far amare" e bello sperarlo , la mente non ci fa mai pensare a quel giorno dove ci si lascia per sempre in questa vita terrena. Io a questo non ho mai pensato fino a quel giorno che l ho salutato dopo che mi cerco tramite la Tilde suo braccio vero di vita ,in quel momento ho capito che lo avrei visto negli occhi l'ultima volta, stringendogli le mani e sorridendogli l'ho ringraziato per aver fatto di me cio' che sento di essere. glielo detto nell'orecchio perché volevo essere sicuro che lui mi sentisse , emi rispose con un sorriso indicandomi Gesù. Era pronto sereno per abbandonare la sua vita terrena per poi correre con tutti i suoi amici il gran premio del paradiso con la sua immancabile ruspa.
Al di là della passione per i motori , Don Sergio ha fatto di me credo un buon papà, un buon marito. Ha reso migliore una parte di noi, Non ho nessun rimpianto verso di lui nessuno credetemi, ed e bello , questo perché l'ho vissuto sempre al massimo ogni volta che lo incontravo, ciò che mi accompagna ora e l'unica promessa fatta a lui , dedicare me stesso per non dimenticare il suo operato attraverso ogni singola cosa anche la più semplice, perché come affermava lui " le cose semplici vincono sempre su tutto , ce lo insegnano i bambini".
Ecco qua due righe dettate dal cuore nel ricordo di una delle più belle persone che vivono dentro di me sempre. Potrei scrivere un libro ma lo farò durante la mia vita raccontando a tutti ciò che era.
Metto nelle vostre mani , la mia arte la mia passione il mio amore per tutto ciò che vorrete fare in futuro nel ricordo di Don Sergio. Un museo , una manifestazione motoristica con una finalità benefica per la sua fondazione , la sua messa in ricordo dei piloti...
io ci sarò e in questo impegno metterò tutto me stesso , proprio come gli promisi di persona.


- Alessandro Rasponi.



My art Rasponi Alessandro
Titolo Freddie - 100x100 - Coll.privata. - Montreux 2022


La mia prima volta in quel lago di Freddie con mia moglie Catia tua vera fans!.
Un viaggio di soli due giorni dove ho percorso più di 1000 km ma alla fine ritornando a casa devo dire che ne è valsa la pena, perché le emozioni vissute sono state davvero forti.
Come on ogni tuo compleanno non sono mancati costumi, trucchi, parrucche, abbracci , sorrisi e tanta musica dettata da una vita di passione che si vive e si tocca con mano ancora oggi.Cio che mi stupisce e la differenza dell età che ha animato questo tuo compleanno. Giovani della tua età ma anche ragazzi non ancora nati quando cantavi, bambini che alzano le braccia a suon di musica, mille dediche e iniziative a te dedicate organizzate in modo sublime.
Vera musica accompagnata da un posto stupendo, montagne e un lago con dei riflessi che mi hanno portato qua a scriverti e a ricordare questo viaggio.Ho toccato con mano una grande verità, che hai vissuto poco ma al massimo, noi non sappiamo quanta benzina c'è dentro al nostro serbatio della vita come affermava un grande pilota, Walter Villa, ed è per questo che dovremmo impegnarci perche ogni giorno sia vissuto a pieno, e al massimo dei giri.Ho toccato con mano una seconda verità, che oggi sei più vivo che mai ed è forse questo il regalo più bello che ti ha fatto la vita.
Hai vissuto quanto basta per essere considerato uno dei più grandi animatori di cuori e di emozioni. Credo che la tua libertà, la tua sensibilità, il tuo modo di concepire la vita manca molto a questo mondo e parlando di te alla mia bimba spero di riuscire a trasmettere a lei con mia moglie Catia, il vero senso delle tue emozioni che rimangono ad oggi intatte e ben ancorate in ogni tuo ricordo.Tutti noi dovremmo assomigliare più a te freddie, senza porci troppi limiti, paranoie di questo mondo sempre più freddo, Rosso e nero, bello o brutto, giusto o falso, vivere! Cercando di cogliere l'essenza della vera felicità, ovunque essa si trovi.
Tu pur rischiando sei riuscito a farlo rispetto ad altra gente che pensa di vivere una vita da leoni lunga 100 anni!


- Alessandro Rasponi.

Freddie


Trofeo memoria Bettega.
Fusione in bronzo - Bassorilievo - Realizzato da Alessandro Rasponi nel 2017


Il Trofeo memoria Bettega lo vinse Rovamperä, oggi diventato campione del mondo rally.
Kalle Rovanperä domina in tutte le fasi e va a vincere il Memorial Bettega battendo oliver Solberg in una finale accorciata dopo il capottamento del 16enne norvegese.
Completa il podio Teemu Suninen, che batte Marquito Bulacia nella sfida per il terzo posto.

1° posto: Kalle Rovanperä
2° Oliver Solberg
3° Teemu Suninen


  • TrofeoMemorialBettega
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A Mauro Forghieri

Stamane ho salutato un amico. Mauro Forghieri, il Grande ingegnere, " il furia " o semplicemente quello che io ho sempre considerato uno dei miei " Enzo ".
Sono arrivato presto, la chiesa era vuota ed ho iniziato a parlare con me stesso ad occhi chiusi e dopo un po' riaprendoli mi sono ritrovato nel mondo reale  accerchiato da molta gente.
Chi si abbracciava, chi piangeva, chi sorrideva ricordando giorni passati, chi guardava nel vuoto e chi guardava le proprie mani pensando a ciò che verrà.
Mi piace pensare che li in mezzo cera tu, sorridevi e davi pacche sulle spalle senza che queste venissero avvertite da noi comuni mortali.
Credo che lui stesso abbia rivissuto la sua vita, il suo percorso, la sua storia , ciò che ha fatto e ha lasciato a tutti noi, me compreso.
Cosa? Impegno, senso del lavoro e della passione vera. Quando vi era la possibilità' parlavo con lui del Mio Ayrton Senna e di ogni suo ricordo,  sino ai giorni del processo dell'incidente.
Grazie anche ad un amico comune i nostri incontri sono diventati amichevoli e dopo avergli fatto conoscere anche la mia vera passione, l'arte per i motori.
Ad ogni mio evento è sempre venuto appoggiandomi e spingendomi davanti a quelle che possono essere chiamate difficoltà .
Ad una delle ultime mostre gli ho dedicato un ritratto, " furia" rimase colpito perché era a fianco del grande Enzo, gli era piaciuto molto, tanto da portarlo successivamente a casa sua un sabato pomeriggio.
Io per sfortuna non appartengo a quel mondo che è stato animato da gente come lui, aimè sono nato molto tempo dopo ,ma credetemi che in ogni istate passato con lui è come essere stato in quel mondo
a colori e non in bianco e nero.
Io sentivo un grande rispetto verso Mauro , una profonda e sincera ammirazione sfociata con diversi abbracci in uno dei quali gli sussurrai questa frase, "sento di volerle bene".
Mauro in quella chiesa chiudendo gli occhi, ti ho immaginato sorridente e in quel lampo di immaginazione nei quale ho ricordato una tua espressione ti ho detto grazie.
Salutami Don Sergio a te tanto caro, mio papa' e Ayrton.
con affetto


- Alessandro Rasponi.

  • Forghieri
  • Forghieri


Opera di Rasponi Alessandro

Titolo: 18:40


In quel istante di tempo dove l anima ha lasciato questo mondo, assieme a tutte quelle anime che il destino in quel giorno maledetto ha deciso di portare via da noi .
È bello pensare che oltre a te ognuno possa immaginare in queat opera un suo caro illuminato solo dal suo profilo di schiena rivolto verso quella luce divina, misteriosa.
Li non ci sono autodromi, ne auto, li non contano titoli, ne soldi, ne altro, nulla, siamo tutti uguali giovani e vecchi , li non ce età, li non c'è la misura del tempo.
Assieme a tutti hai iniziato il tuo cammino verso il cielo dove a differenza delle altre anime ti ho colorato con il colore della passione.
Un opera nata dal mio profondo, dalla mia fede.
Ayrton poco più avanti troverai Roland quel giovane che ti precedette di poco davanti alla porta del destino.
Ti voglio bene ayrton.
Alle.


- Alessandro Rasponi.

  • Ayrton


A Gilli
Titolo: Così in prova, così nella vita.

Per noi appassionati di quello sport che da molti è considerato come una pazzia, una vita la si può considerare come una prova speciale.
Cinque secondi prima dal via dopo i quali, rumori e vibrazioni iniziano ad essere più forti
come il battito del cuore, dove si cancella tutto e si pensa a dare il massimo.
Noi pazzi sani la vediamo e la possiamo immaginare così, come l’inizio della nostra vita.
Inizia il conto, 5 4 3 2 1 e via! la prova speciale parte,
attenti con il volante tra le mani, così come nella vita attenti a tutto ciò che ci hanno insegnato.
A non tagliare troppe le curve, così come nella vita , attenti a crescere sin da subito con i giusti amici, principi e valori sani.
A non tirare giù birilli in qualche prova, così come nella vita, a non commettere errori
A non fare dritti in curve dove forse la nota era sbagliata,
Così come nella vita, attenti a non eccedere più di quello che serve realmente.
A non andare a sbattere in ostacoli durante il percorso,
Così come nella vita, attenti a non pensare a cose senza senso o che non ci meritano.
Cose delle quali ne sapevamo l’esistenza me che ce ne siamo dimenticati.
A non mollare mai in prova anche quando i freni sono finiti nelle discese, o i cavalli son pochi nelle salite.
Così come nella vita, che ci insegna a non mollare mai nelle difficoltà, cercando di credere sempre
nel nostro mezzo così come a noi stessi.
Quindi amanti di questo sport?
Ogni prova speciale è una tappa della nostra vita.
E se ci guardiamo alle spalle possiamo capire quante gare ognuno di noi ha fatto e contare le partenze e arrivi che ci hanno visti protagonisti.
Una canzone dedicata ad un grande pilota affermava che un vincitore vale quanto un vinto, e riflettendo a quello che è realmente la vita,
penso a quanto sia vera quella frase, perché ciò che conta di più,
è il come abbiamo percorso quella prova speciale,
così come nella vita, decidiamo di vivere ogni chilometro.
Poi, nelle prove speciali esistono anche i ritiri nei quali non abbiamo nessuna responsabilità e colpa.
Ci sono rotture alle quali si, possiamo sopperire, rimediare grazie solo a quella parola chiamata fortuna.
Poi ci sono anche ritiri ai quali non dai una spiegazione davanti ai quali non puoi farci nulla.
Così in prova, così in vita dove non abbiamo colpe.
Non si parla di curve sbagliate, né di birilli, né a dritti o ostacoli dimenticati, né a freni finiti o cavalli stanchi.
Qua non è colpa di nessuno se non dal destino con il quale ognuno di noi nasce senza saperlo
Infondo, veniamo al mondo senza saperlo così come non sappiamo in che modo termineremo la nostra
Ultima prova speciale.
Noi tutti oggi siamo testimoni di ogni nostra singola gara,
ma giornate come oggi ci ricordano però che possiamo essere
testimoni di gare che abbiamo visto fare da chi volevamo bene.
E tu grande Gilli sei un esempio bellissimo di come
Deve essere vissuta ogni prova speciale.
Dico “ sei” perché’ l’esempio è senza ha tempo , e ‘immortale , così come l’amore che ci accompagna nella vita.
In ogni prova speciale non hai solo preso il via, ma l’hai anche vinta, anche nella vita.
Primo in molte prove, così come nella vita, primo, con la tua famiglia e i tuoi amici.
Sono sempre più convinto che la vita non sia tutta qua, che esista un secondo tempo
E in quella seconda parte ti immagino già accolto da chi ti voleva bene e a chi tu volevi bene come
Il grande Zandanel.
Per me e per come molti di voi, è stato un onore averti conosciuto e meritato la tua amicizia.
Ciò che possiamo fare oggi?
Il mondo di oggi ci allontana da questo ma dovremmo davvero pensare
a come affrontare al meglio la nostra prova speciale.
Ricordare a come affrontavi salite e discese dopo quei 5 secondi prima del via,
in prova così come nella vita.
Ti ricorderò sempre con un sorriso e questo e ‘ il regalo più bello che hai fatto e che possiamo fare noi a chi vogliamo bene.
Grazie di tutto.
Alle.

- Alessandro Rasponi.